In tal caso non si tratta però più di una modifica d’ufficio di una variante presentata per approvazione (il comune non ha infatti presentato nessuna variante!), bensì di un intervento del Consiglio di Stato come organo superiore di vigilanza della pianificazione nei confronti di un comune riottoso. La procedura é retta dall’art. 105 LALPT (“Norme coattive”) che si applica espressamente anche ai casi di mancata adozione di decisioni emanate dal CdS in sede di approvazione di PR (cfr. art. 105 cpv. 1). Se così è però, la procedura seguita dal Consiglio di Stato non è stata regolare.