il Consiglio comunale di Lugano non ha tuttavia approvato la variante presentatagli dal Municipio, allestita conformemente alle disposizioni del Consiglio di Stato. Constatato il rifiuto del comune, il Consiglio di Stato, con l’impugnata risoluzione, ha quindi adottato e pubblicato di sua iniziativa il provvedimento pianificatorio vanamente ordinato al comune. In tal caso non si tratta però più di una modifica d’ufficio di una variante presentata per approvazione (il comune non ha infatti presentato nessuna variante!), bensì di un intervento del Consiglio di Stato come organo superiore di vigilanza della pianificazione nei confronti di un comune riottoso.