{"Signatur": "TI_TRPI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1995-08-22", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-322_1995-08-22.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=21306&nX40_KEY=4933421&nTrefferzeile=65&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "17573bbbc4d07ac15a87c15d9d9b9824"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["90.1994.322"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 22.08.1995 90.1994.322"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 22.08.1995 90.1994.322"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione 22.08.1995 90.1994.322"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:05:07", "Checksum": "57d4ec39994f26f71aaab7ba87658e4a", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale della pianificazione 22.08.1995 90.1994.322\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nLa premessa è che il comune tragga dal diritto cantonale la competenza di emanare simili disposizioni. Ora i comuni possono, in genere, “essere attivi in materia di legislazione e creare loro stessi le basi per una restrizione della proprietà entro i limiti della loro autonomia \" (Jagmetti, Commentario alla Costituzione federale, ad art. 22 quater no. 10). “In generale una regolamentazione comunale costituirà una base legale sufficiente se è stata adottata dall’organo legislativo comunale”, precisa Moor in Droit administratif, I. vol., 2.a ed. pag. 336, attribuendo al principio della gerarchia delle norme e non della base legale l’esigenza che il comune sia competente a legiferare nella specifica materia secondo il diritto cantonale (cfr. inoltre op. cit., II vol. pag. 298). Ciò vale segnatamente per l’adozione del PR (cfr. Scolari, Diritto amministrativo, Parte speciale n. ______________ e ______________).Nell’ordinamento giuridico ticinese spetta al comune adottare il PR, al Consiglio di Stato approvarlo. Quale debba esserne il contenuto non è stabilito esaustivamente dal diritto cantonale (LALPT) che si limita ad enunciare i principi e gli obiettivi generali che il piano deve realizzare e, dopo aver precisato che il PR comprende tra i suoi componenti le rappresentazioni grafiche e le norme di attuazione, ne enumera, ma solo in modo esemplificativo, i possibili contenuti (art. 28 LALPT).\nIl comune gode dunque di un’ampia autonomia nel definire l’assetto del proprio territorio e nel regolarne l’uso. Tuttavia, laddove l’ordinamento comunale comporti restrizioni particolarmente importanti della proprietà e, in particolare, se la restrizione si presenta in forme atipiche, inconsuete, la competenza del comune di imporla tramite il suo PR deve risultare chiaramente e senza possibili equivoci dal diritto cantonale. Non si tratta della base legale della restrizione stessa (tale è e rimane la disposizione del PR che prevede tale restrizione), ma dell’attribuzione al comune della competenza di restringere in quel modo e misura la proprietà, competenza che per l’importanza della restrizione, rispettivamente per la singolarità del provvedimento (col pericolo che si diffonda e faccia scuola) non possa dedursi dalla normale autonomia comunale, che ne risulta così precisata (cfr. per analogia le considerazioni in 118 Ia 245 consid. 3c, in part. pag. 250).\n5. Part. 746 RFD Lugano\n5.1 La ricorrente si duole dell’attribuzione alla zona agricola di detto fondo.\nRammentiamo in proposito che quella agricola figura tra le tre zone fondamentali che il PR deve delimitare a norma dell’art. 14 LPT. Il suo contenuto è specificato dall’art. 16 LPT; vi fanno parte i terreni idonei all’utilizzazione agricola o all’orticoltura, rispettivamente quelli che nell’interesse generale devono essere utilizzati dall’agricoltura. Dal canto suo la legge sulla conservazione del territorio agricolo del 19.12.1989 (LTAgr) fa obbligo al cantone di delimitare nel PD - e precisamente nelle rappresentazioni grafiche - le superfici per l’avvicendamento colturale (SAC) e gli altri terreni idonei all’utilizzazione agricola (art. 2 e 3 LTAgr). Incombe ai Comuni determinare la zona agricola, precisando nei loro PR almeno il territorio agricolo cantonale rappresentato graficamente nel PD (art. 4 LTAgr). La zona agricola a norma della LTAgr comprende le SAC, gli ulteriori terreni idonei alla campicoltura e alla foraggicoltura di prima e seconda priorità nonché i territori agricoli sussidiari che nell’interesse generale devono essere utilizzati dall’agricoltura (art. 5 LTAgr). L’art. 28 cpv. 2 lett. e LALPT indica tra i contenuti delle schede grafiche del PR le zone agricole nella definizione fornitane dal succitato art. 5 LTAgr. Il comune ha fatto fronte all’obbligo pianificatorio postogli dalle suddette disposizioni introducendo l’art. 29bis nelle proprie NAPR (zona agricola Ag) e delimitando le zone agricole sul proprio territorio.\nLa base legale è pacificamente data.\n5.2 Chiarito questo punto, rimane da stabilire se l’inclusione in zona agricola della part. ______________ è avvenuta a giusta ragione, nel rispetto segnatamente del diritto federale e in primis dei principi pianificatori fondamentali enunciati dalla LPT (art. l e 3 LPT). La ricorrente lo contesta. Invano.\nVa tenuto presente che la drastica riduzione subita negli anni addietro dai terreni agricoli rende particolarmente importante ed attuale la salvaguardia di quelli superstiti e ciò per tutta una serie di motivi, che vanno dalle necessità dell’agricoltura stessa, all’esigenza di assicurare l’approvvigionamento alimentare del paese in caso di grave crisi (a ciò servono essenzialmente le SAC), alla riserva di aree impregiudicate per le prossime generazioni e alla protezione del paesaggio. Come rileva il Tribunale federale, le finalità della zona agricola sono molteplici: travalicano l’ambito meramente agricolo per invadere la politica dell’alloggio, del mercato immobiliare, della protezione dell’ambiente, ecc. Può dunque giustificarsi l’esclusione dall’edificazione anche di aree mediocremente idonee all’agricoltura ma meritevoli per altre considerazioni di essere conservate (cfr. ZBl, Band 95 1994 pag. 133 seg.)."}