3 dell’art. 25 NAPR, dato che, a suo dire, essa è sempre stata utilizzata a scopo di residenza primaria. Per stabilire se una data abitazione è utilizzata a scopo primario o secondario la prassi fa principalmente riferimento alla situazione personale dell’utente dell’alloggio (sia questo il proprietario o il locatario), ossia si fa riferimento a delle nozioni soggettive fondate sul modo d’uso, costante o temporaneo, dell’abitazione, combinate con la nozione di domicilio (cfr. Il fenomeno delle residenze secondarie, Patrizia Cattaneo, pag. 65 e seg.). Per ammettere il domicilio, con riferimento agli art. 23 e segg. CCS, devono essere adempiute cumulativamente le seguenti condizioni: