Su questo vincolo si concentrano principalmente nello scritto del 19.8.96 le ire delle ricorrenti, che vi vedono un indegno tranello, proprio a cancellare i vantaggi apportati dalla variante e a rendere del tutto illusorie le maggiorate potenzialità edificatorie previste dalla variante. Queste doglianze erano già state esposte nei ricorsi contro le modifiche del PPCS adottate dal Consiglio comunale il 25.3.1986 inoltrati presso tutte le istanze. Il Consiglio di Stato aveva motivato il rigetto dell’impugnativa precisando che i piani dei monumenti iscritti e delle zone archeologiche, allegati alla risoluzione allora impugnata, erano stati “esposti a titolo puramente indicativo.