{"Signatur": "TI_TRPI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1997-01-24", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-281_1997-01-24.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=21268&nX40_KEY=4933397&nTrefferzeile=63&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "cb1ba2d007d122f67ee12de49624b028"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["90.1994.281"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 24.01.1997 90.1994.281"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 24.01.1997 90.1994.281"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione 24.01.1997 90.1994.281"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:28:15", "Checksum": "4d8559c774d503647e750df76b05d7e6", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale della pianificazione 24.01.1997 90.1994.281\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nQuanto alla zona di protezione il Consiglio di Stato fa presente di aver posto questo vincolo in fase di approvazione del PRPCS (risoluzione. n. __________dell’8.1.1985) e di averne illustrato con la risoluzione n. __________del 18.11.1986 natura e finalità alle già allora ricorrenti: “il significato dei piani pubblicati ha come scopo primario l’informazione al proprietario di un fondo di possibili contenuti storici e archeologici degli stabili e del terreno. Il perimetro dei monumenti precisa ai proprietari degli stabili che la conoscenza degli stessi, oltre a permettere di raccogliere preziose informazioni sulla nostra storia, può facilitare di molto la progettazione e gli intenti di conservazione. Per la zona archeologica il vincolo si limita a prendere conoscenza della possibilità di ritrovamenti, alla necessità di coordinare con i servizi responsabili quei mutamenti dello stato del terreno che potrebbero portare a manomettere reperti archeologici.”\nAlla censura di oscurità dei contenuti il Consiglio di Stato risponde avvertendo che “la zona di protezione è legata alla seguente definizione: “zona di protezione per spazi verdi e per interesse archeologico o per problemi particolari, distanze o volumi.”\nIl Consiglio di Stato respinge infine l’accusa di incompletezza o difformità degli atti pubblicati in sede di revisione del PR con la precisazione che il PRPCS definitivo è quello risultante dalle modifiche imposte con la risoluzione di approvazione n. __________dell’8.1.85 e approvate con la risoluzione n. __________del 18.11.86. E’ questo il piano pubblicato in sede di revisione del PR, e non quello adottato inizialmente dal Consiglio comunale, cui fanno pertanto erroneamente riferimento le ricorrenti. Precisazioni, queste, che riteniamo chiarire l’equivoco.\nIl Consiglio di Stato conclude chiedendo il rigetto dell’impugnativa.\nh. Nel sopralluogo del 7 marzo 1995 il ricorso viene sospeso, considerato che nel frattempo il Consiglio comunale ha adottato il nuovo PR settore 2 e 3 e, di rilevanza per la presente vertenza, una variante del PPCS che concede un IS dell’1,5 e un’altezza massima di 15 mtl.\ni. Con scritto 19 agosto 1996 le ricorrenti, interpellate dal tribunale il 12 giugno 1996 dopo aver appreso dal Municipio di __________ che contro la variante del PPCS nel frattempo approvata dal Consiglio di Stato non sono stati interposti ricorsi, fanno valere che se l’IS è ora dell’1,5 e non più dello 0,60 queste possibilità edificatorie sono però messe in pericolo dalla zona di protezione II la cui ambigua definizione “per spazi verdi e per interesse archeologico o per problemi particolari, distanze o volumi” configura un manifesto arbitrio nei loro confronti. Gli spazi verdi sono infatti edificabili, in applicazione delle norme regolanti il settore C e i contenuti archeologici non possono che essere nulli, visto che i fondi non edificati sono tutti terreno di ripiena.\nPer questi motivi il ricorso è integralmente riconfermato, soprattutto la richiesta di stralcio del “perversamente ambiguo e insostenibile vincolo di zona di protezione II”.\nc o n s i d e r a t o\nin diritto\n1. Giusta l’art. 37 cpv. LALPT il Consiglio di Stato esamina gli atti e decide i ricorsi, approva in tutto o in parte il PR, oppure nega l’approvazione.\nContro queste decisioni è dato ricorso al Tribunale della pianificazione del territorio a norma dell’art. 38 cpv. 1 LALPT.\nL’art. 38 cpv. 4 LALPT legittima a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b) e i proprietari dei fondi la cui situazione è stata modificata dalla decisione del Consiglio di Stato (cpv. 4 lett. c).\nIn concreto, la legittimazione attiva delle ricorrenti, già insorte in prima sede, per gli stessi motivi, giusta l’art. 35 cpv. 2 LALPT, è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT.\nPresentato nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine."}