Non basta che l’ente pubblico lo ponga come obiettivo, questo obiettivo dev’essere anche realizzabile. L’esito oltre che auspicabile dev’essere possibile. Altrimenti non v’è un interesse pubblico degno di protezione, fondato su valutazioni realistiche e non semplici propositi velleitari. E’ peraltro un’inammissibile inversione dei ruoli esigere che sia il privato a dimostrare l’assenza di un interesse commerciale al momento dell’intervento edilizio, anziché pretendere che sia il comune a rendere verosimile l’esistenza di questo presupposto all’atto di porre il vincolo contestato. In sintesi: