Da un lato abbiamo dunque l’interesse del proprietario a sfruttare intensivamente il fondo istallando un vigneto su tutta la superficie e non solo sulla parte alta e non solo a coppie alternate di terrazzi. Dall’altro l’interesse a salvaguardare specie avicole già in gran parte scomparse, ma suscettibili di tornare a covare nel comprensorio. Nell’ipotesi del pieno sfruttamento la proprietaria aveva stipulato un contratto di affitto che prevedeva per 20 anni un fitto di 12.500 franchi annui. A carico dell’affittuario la messa in opera degli impianti, con pali e fili, a regola d’arte.