Se per la posizione e la struttura preesistente il fondo è predestinato allo sfruttamento viticolo e se tale scopo è compatibile a determinate condizioni con la salvaguardia dell’avifauna, è tuttavia parimenti concepibile, a mente del perito, che si possa raggiungere tale scopo prescindendo dalla viticoltura, ad es. attraverso prati magri e radi alberi da frutta sulle terrazze, rispettivamente con cespugli (preferibilmente spinosi) sulle scarpate. Lo sfruttamento tradizionale appare tuttavia preferibile, al perito, che giudica invece del tutto incompatibile con lo scopo protettivo lo sfruttamento viticolo intensivo postulato dalla ricorrente (13000 barbatelle).