Tale possibilità è affermata dalla perizia del Museo cantonale di storia naturale che, pur mettendo a nudo l’incisività delle trasformazioni avvenute nella parte alta del biotopo, ritiene reversibile il processo in atto. Premesso che l’intervento ha “modificato drasticamente le condizioni ecologiche del sito, soprattutto a causa dell’asportazione totale della vegetazione arbustiva,” occorre “definire prioritariamente le modalità del ripristino dei contenuti andati distrutti ... e ricercare nel contempo una forma di utilizzazione agricola compatibile con il valore del biotopo.