Se, a mente del comune, le modalità d’uso previste dal rapporto emanato dal Dipartimento dell’Ambiente corrispondono ad una gestione integrata, oramai praticata in qualsiasi vigneto, ragion per cui vane sono le recriminazioni in proposito della ricorrente, opinabile appare invece la limitazione del numero delle barbartelle, nonché il ripristino della vegetazione erbacea ed arbustiva previsti dal suddetto rapporto. Il municipio esclude che alcuni terrazzi siano mai stati adibili “alla germogliazione di vegetazione del tipo biancospino, prugnolo, rosa canina o rovi.