{"Signatur": "TI_TRPI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1996-12-05", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-217_1996-12-05.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=21232&nX40_KEY=4933399&nTrefferzeile=14&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "62ad1bf369e44f127b36daa20df35a11"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["90.1994.217"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 05.12.1996 90.1994.217"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 05.12.1996 90.1994.217"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione 05.12.1996 90.1994.217"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:27:09", "Checksum": "ec9268bec97905c5e308346d796abd82", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale della pianificazione 05.12.1996 90.1994.217\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nTale possibilità è affermata dalla perizia del Museo cantonale di storia naturale che, pur mettendo a nudo l’incisività delle trasformazioni avvenute nella parte alta del biotopo, ritiene reversibile il processo in atto. Premesso che l’intervento ha “modificato drasticamente le condizioni ecologiche del sito, soprattutto a causa dell’asportazione totale della vegetazione arbustiva,” occorre “definire prioritariamente le modalità del ripristino dei contenuti andati distrutti ... e ricercare nel contempo una forma di utilizzazione agricola compatibile con il valore del biotopo.” Per il ripristino e la corretta gestione della zona si rende necessario l’allestimento di un piano di gestione dettagliato. In attesa, “quali misure prioritarie di ripristino” i periti propongono:\n- ripristino della vegetazione arbustiva nella parte superiore del biotopo;\n- eliminazione della __________ (che attualmente, dopo l’ultimo intervento, viene ad occupare una percentuale troppo elevata della parte di biotopo ancora utilizzabile dall’avifauna);\n- ripristino del pascolo estensivo;\n- divieto assoluto di impiego di erbicidi o pesticidi su tutta la parcella.\nSolo a queste condizioni, affermano i periti, un recupero del valore naturalistico del biotopo avrà buone probabilità di riuscita.\nBenché sia auspicabile un’utilizzazione estensiva a pascolo e per quanto pure un’utilizzazione semi intensiva anche solo parziale a vigneto comporti una sensibile riduzione del valore naturalistico del sito, i periti ritengono che una scelta in tale direzione possa essere con tutte le cautele del caso presa in considerazione. “Ciò comporta forti condizionamenti che dovranno essere definiti dal Piano di gestione; in particolare dovranno essere pienamente rispettate le misure di ripristino succitate.”\nSe si decidesse a favore dell’installazione di un vigneto la perizia propone:\n- vigneto solo nella parte superiore attualmente già alterata;\n- utilizzo parziale e alternato dei terrazzi a vigneto;\n- sistemazione naturale e gestione naturalistica dei terrazzi liberi (arbusti, ev. alberi da frutta bassi, ecc.);\n- rispetto e gestione della vegetazione prativa arida sulle scarpate.”\nQuesta la proposta del Museo cantonale di storia naturale.\n7.1.5 Il rapporto dell’UPN del dicembre 1991 riprende in parte queste suggestioni.\nIl fondo è suddiviso in due comparti e precisamente in una zona ad uso semi-intensivo nella parte superiore e in un comparto ad uso agricolo strettamente estensivo nella parte inferiore.\nNel primo è previsto uno sfruttamento viticolo a coppie alternate di terrazzi (due terrazzi consecutivi a vigna, due con ripristino della vegetazione erbacea e arbustiva).\nE’ prevista la messa a dimora di ca. 3500 barbatelle contro le 13000 programmate dalla proprietaria.\nIl vigneto dev’essere gestito secondo le tecniche della produzione integrata, con divieto d’uso di erbicidi persistenti e di insetticidi a largo spettro d’azione. Le scarpate lungo i terrazzi dovranno essere regolarmente sfalciate (al massimo due volte all’anno).\nLa gestione dei terrazzi, in mancanza di un interesse del proprietario o dell’affittuario ma comunque con la loro autorizzazione, dovrà essere organizzata dal comune, in collaborazione con l’UPN e si limiterà allo sfalcio regolare e alterno delle superfici prative (ogni anno o ogni due). Non è escluso il pascolo estensivo.\nNel secondo comparto è previsto l’allontanamento dei gruppi di robinie e il recupero della gestione pastorizia.\nQuesti interventi dovranno essere organizzati e realizzati dal comune, in collaborazione con il Cantone, con il preavviso positivo da parte dei proprietari.\nQuanto all’aspetto finanziario, la creazione del vigneto è sussidiabile dall’ente cantonale. Per la semina e il reimpianto della vegetazione arbustiva è ipotizzato un contributo cantonale del 30%. Per la gestione delle superfici ad uso estensivo sono prevedibili sussidi federali dell’ordine del 30%; quelli cantonali sono negoziabili nell’ambito della richiesta dei sussidi.\n7.1.6 Veniamo a questo punto alla perizia giudiziaria. Il ripristino del biotopo è ritenuto possibile pure dal dott. __________: essenziale è che la superficie venga usata e non inselvatichisca. E’ però importante osservare le regole di uno sfruttamento rispettoso della natura. Secondo il perito la proposta presentata dall’Ufficio protezione natura nel dicembre del 1991 soddisfa in misura equilibrata tutte le condizioni. Da un lato si avrebbe una produzione di uva di qualità, dall’altro sufficienti superfici idonee a disposizione di una flora e fauna multiformi. Senza contare che una costruzione del vigneto orientata verso la protezione della natura (integrata o biologica) consente risultati oltremodo positivi per la gestione viticola stessa (favorisce lo sviluppo di antagonisti dei parassiti dannosi alla vite).\nSe per la posizione e la struttura preesistente il fondo è predestinato allo sfruttamento viticolo e se tale scopo è compatibile a determinate condizioni con la salvaguardia dell’avifauna, è tuttavia parimenti concepibile, a mente del perito, che si possa raggiungere tale scopo prescindendo dalla viticoltura, ad es. attraverso prati magri e radi alberi da frutta sulle terrazze, rispettivamente con cespugli (preferibilmente spinosi) sulle scarpate. Lo sfruttamento tradizionale appare tuttavia preferibile, al perito, che giudica invece del tutto incompatibile con lo scopo protettivo lo sfruttamento viticolo intensivo postulato dalla ricorrente (13000 barbatelle)."}