la ricorrente nega che a salvaguardare il monumento occorra una fascia di protezione di 15 m. Chiede che l’edificabilità del suo fondo e la tutela del complesso monumentale vengano disciplinate attraverso un piano di quartiere, strumento previsto dalla legge proprio per situazioni di questo genere e certamente in grado di conciliare le contrapposte esigenze assai meglio di un’indifferenziata linea di arretramento. Nel caso concreto questa non terrebbe conto, tra l’altro, della diversa sostanza edilizia che si vuole proteggere. Verso strada, a valle del terreno in leggero declivio, si trova infatti la chiesa, cui fa seguito, immediatamente a monte, il convento.