{"Signatur": "TI_TRPI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2002-11-08", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-205_2002-11-08.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=21221&nX40_KEY=4928553&nTrefferzeile=12&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "7eee124a78b88a024ff0bd0b454b71ca"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["90.1994.205"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 08.11.2002 90.1994.205"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 08.11.2002 90.1994.205"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione 08.11.2002 90.1994.205"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:07:23", "Checksum": "f149ad039291af1452c447c1528c909e", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale della pianificazione 08.11.2002 90.1994.205\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n|\n|\n|\n|\n|\n|\n|\n|\nIncarto n.\n|\n|\nIn nome |\n|\n||\n|\nIl Tribunale della pianificazione del territorio |\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposto dei giudici: |\nRaffaello Balerna, presidente, |\n|\nsegretaria: |\nMarina Pietra Ponti, vicecancelliera |\nstatuendo sul ricorso 30 luglio/2 agosto 1994 di\n|\n|\n__________ __________, __________ __________ __________,\n|\n|\n|\n|\ncontro |\n|\n|\n|\nla decisione 5 luglio 1994 (n. __________) con cui il Consiglio di Stato ha approvato la variante del piano regolatore del comune di __________ __________ concernente l'inventario degli edifici situati fuori dalle zone edificabili; |\nviste le risposte:\n- 14 ottobre 1994 del municipio di __________ __________;\n- 27 settembre 1994 del Consiglio di Stato;\nletti ed esaminati gli atti;\nritenuto, in fatto\nA. Il 17 febbraio 1994 l'assemblea comunale di __________ __________ ha adottato la variante del piano regolatore concernente l'inventario degli edifici situati fuori dalle zone edificabili. L'edificio no. __________, ubicato al mappale __________ __________, è stato classificato nella categoria \"meritevole 1a\".\nB. Il 5 luglio 1994 il Consiglio di Stato ha approvato la variante in oggetto. In quella sede il Governo ha modificato la valutazione dell'edificio in \"diroccato 2\".\nC. Con ricorso 30 luglio/2 agosto 1994 il ricorrente indicato in ingresso, proprietario dell'edificio in oggetto, è insorto contro il giudizio governativo dinanzi a questo Tribunale, chiedendo la conferma della valutazione effettuata dall'autorità comunale.\nIl municipio di __________ __________ propone l'accoglimento del ricorso. Il Consiglio di Stato ne postula, invece, la reiezione.\nD. Il giorno 8 maggio 1995 ha avuto luogo un'udienza, cui ha fatto seguito un sopralluogo. Circa le relative risultanze si dirà, per quanto necessario, in diritto.\nConsiderato, in diritto\n1. La competenza del Tribunale è data (art. 38 cpv. 1 LALPT), il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Il gravame è pertanto ricevibile in ordine.\n2. 2.1. In Ticino vi è un numero considerevole di edifici (rustici) e impianti che resta a testimonianza del recente passato. Questi edifici e impianti, individuabili su tutto il territorio cantonale, rappresentano sovente componenti essenziali del paesaggio culturale che, in assenza di essi, risulterebbe impoverito. La conservazione degli stessi pertanto può essere opportuna anche se sono situati fuori zona edificabile e se si rende necessario il cambiamento della loro destinazione originaria, salvo naturalmente i casi in cui la destinazione agricola può essere mantenuta. D'altra parte un cambiamento di destinazione senza presupposti e limiti chiari e stretti può vanificare la funzione originaria di testimonianza di questi edifici e alterare gravemente il valore del paesaggio che li custodisce. Il cambiamento di destinazione diventa pertanto una misura che permette, da un lato, la conservazione dell’edificio stesso e, dall'altro, la creazione delle premesse necessarie per la cura delle aree circostanti (cfr. scheda di coordinamento del piano direttore 8.5, nella versione approvata e modificata dal Consiglio federale il 30 gennaio 2002, capitolo \"Situazione: problematiche, conflitti\").\n2.2. Dal punto di vista del diritto federale l'art. 39 OPT, ai cpv. 2 e 3, pone le premesse e le condizioni in base alle quali l'autorità cantonale competente può autorizzare, fuori dalle zone edificabili, il cambiamento di destinazione di detti edifici e impianti (cfr., in precedenza, l'art. 24 cpv. 2 e 3 dell'or abrogata OPT del 2 ottobre 1989, cpv. 2 e 4 dopo la modifica del 22 maggio 1996). Giusta tale disposizione:\n\"2. I Cantoni possono autorizzare, siccome d'ubicazione vincolata, la modifica dell'utilizzazione di edifici esistenti, protetti perché tipici del paesaggio, se:\na. il paesaggio e gli edifici formano un'unità degna di protezione e sono stati posti sotto protezione nell'ambito di un piano di utilizzazione;\nb. il carattere particolare del paesaggio dipende dal mantenimento di tali edifici;\nc. la conservazione duratura degli edifici può essere garantita solo con il cambiamento di destinazione; e\nd. il piano direttore cantonale contiene i criteri secondo cui va valutato il carattere degno di protezione dei paesaggi e degli edifici.\n3. Le autorizzazioni secondo il presente articolo possono essere rilasciate soltanto se:\na. l'edificio non è più necessario all'utilizzazione anteriore;\nb. il cambiamento di destinazione non comporta un edificio sostitutivo che non sia necessario;\nc. l'aspetto esterno e la struttura edilizia basilare restano sostanzialmente immutati;\nd. è necessaria tutt'al più una leggera estensione dell'urbanizzazione esistente e tutti i costi d'infrastruttura, causati dal cambiamento completo di destinazione, sono ribaltati sul proprietario;\ne. la coltivazione agricola delle rimanenti superfici e delle particelle limitrofe non è minacciata;\nf. non vi si oppongono interessi preponderanti (art. 24 lett. b LPT).\""}