Infatti, come risulta chiaramente dagli atti in nostro possesso (vedi estratto assemblea straordinaria del 22 giugno 1992), la modifica pianificatoria è stata essenzialmente intrapresa per soddisfare le esigenze di un singolo cittadino che intendeva edificare la casa per suo figlio più che per pertinenti considerazioni pianificatorie. È evidente che in questo contesto la semplice misura della linea obbligatoria di costruzione prevista d’ufficio dal Consiglio di Stato non può costituire una valida alternativa.