L’imposizione (o la concessione) di una maggiore profondità, quale quella richiesta dalla ricorrente, avrebbe appesantito la zona e provocato un netto contrasto con gli edifici salvaguardati dal piano particolareggiato del nucleo storico e tradizionale. I due palazzi sarebbero inoltre stati troppo vicini, compromettendo così le finalità delle norme sulle distanze.” (Osservazioni, pag. 6). La ricorrente ribatte che non è “certamento una profondità delle costruzioni (...) aumentata di 2 m. a disturbare (in maniera tanto grave da giustificare una restrizione del diritto di proprietà) il volto urbano del quartiere.