{"Signatur": "TI_TRPI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1996-02-15", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-170_1996-02-15.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=21205&nX40_KEY=4933412&nTrefferzeile=99&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "a3a8c9c7c74c30fae3d90759d6c418f6"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["90.1994.170"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 15.02.1996 90.1994.170"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 15.02.1996 90.1994.170"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione 15.02.1996 90.1994.170"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 00:14:49", "Checksum": "5204af10f5ba61a41378ff2a6437cf9b", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale della pianificazione 15.02.1996 90.1994.170\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n|\n|\n|\n|\n|||\n|\nIncarto n. |\n1 marzo 1996 |\nIn nome |\n|\n||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposto dai giudici: |\nEfrem Beretta, presidente,\n|\n|\nIl segretario |\nFiorenzo Gianinazzi |\nvisto il ricorso del 29 aprile 1992 di\n|\n|\n__________ __________, __________, rappr. da: avv. __________ __________, __________ __________,\n|\n|\n|\n|\ncontro |\n|\n|\n|\nla risoluzione 24 marzo 1992, no. __________del Consiglio di Stato che ha approvato il piano particolareggiato zona __________ (PP1) del Comune di __________; |\nvisto\nla risposta 11 agosto 1992 del Comune di __________\nla risposta 9 marzo 1993 del Consiglio di Stato\nil sopralluogo del 23 agosto 1993\nletti gli atti e assunto gli accertamenti necessari\nr i t e n u t o\nin fatto\na. Il piano particolareggiato della zona __________ (PP1), adottato dal Consiglio comunale il 6 novembre 1989 e approvato dal Consiglio di Stato il 24 marzo 1992, suddivide il quartiere in 3 comparti (A, B, C). I mapp. __________e __________RFD __________, di proprietà di __________ __________, sono collocati rispettivamente nel comparto C e B. Contro le restrizioni della proprietà che ne derivano la proprietaria è insorta dapprima dinnanzi al Consiglio di Stato e, vistosi respingere il ricorso, a questo TPT chiedendo l’annullamento della decisione governativa e quindi dei vincoli contestati.\nTanto il comune di __________ quanto il Consiglio di Stato respingono le allegazioni avversarie e propongono il rigetto del ricorso.\nDelle argomentazioni delle parti diremo all’occorrenza nei considerandi.\nNel sopralluogo le parti chiedono di sospendere la vertenza fino al 31.12.1993, in vista di un'eventuale soluzione bonale che finalmente è risultata irraggiungibile.\nc o n s i d e r a t o\nin diritto\n1. La competenza di questo tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG, introdotto con la Legge concernente l'istituzione del Tribunale della pianificazione del territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992.\nA norma dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.\nL’art. 38 LALPT legittima a ricorrere il Comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza della modifiche decise dal Consiglio di Stato (cpv. 4 lett. c).\nIn concreto la legittimazione attiva della ricorrente, già insorta, per gli stessi motivi, in prima sede è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT.\nPresentato nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.\n2. I vincoli gravanti le particelle della ricorrente sono i seguenti:\na) imposizione di una percentuale di superficie utile lorda a destinazione residenziale esclusivamente primaria (SULR) pari al 50% della SUL per la part. __________ e del 60% per la __________;.\nb) limitazione dell’altezza a mtl. 16,70;\nc) limitazione della profondità delle costruzioni a 12 mtl.\nLa ricorrente chiede la soppressione del vincolo di destinazione residenziale nonché l’aumento a mtl 22.70 dell’altezza e a 14 mtl della profondità.\n3. Quota residenziale obbligatoria, ad esclusivo carattere primario\nGiusta l’art. 28 cpv. 2 lett. a) i PR fissano in particolare “le zone edificabili destinate all’abitazione e al lavoro. La destinazione di queste zone può ulteriormente essere precisata e limitata dal Comune; segnatamente possono essere previste zone per residenze esclusivamente o parzialmente primarie o secondarie ...” Ciò corrisponde peraltro ad una consolidata giurisprudenza.\nRettamente, quindi, la ricorrente non contesta la base legale del vincolo querelato. Ne contesta invece la proporzionalità.\nIl comune replica che “il quartiere __________ si presta particolarmente alla residenza. Esso è a diretto contatto con la “city” e con l’area verde del __________ __________; nelle immediate vicinanze si trovano le infrastrutture scolastiche (dalla scuola materna alle medie superiori), infrastrutture culturali, per la pratica dello sport e per il tempo libero. Inoltre, pur essendo ottimamente collegato alle strade principali, nel suo interno non è attraversato da traffici importanti ed è quindi particolarmente tranquillo.” Queste circostanze, conclude il resistente, “giustificano pienamente l’imposizione di vincoli di destinazione residenziale in percentuali che tengano conto delle peculiarità della zona.”\nNon possiamo che sottoscrivere le considerazioni del comune e, in linea di principio, le conclusioni. La revitalizzazione dei centri urbani attraverso la diversificazione delle attività è divenuto uno dei principali postulati di un’urbanistica moderna. Il problema si pone con particolare acuità in città come __________, in cui la terziarizzazione ha pressoché monopolizzato il centro.\nTrasformato in “city” esso ha perso quella ricchezza e varietà di relazioni umane che fanno viva e vitale una città. Ora è evidente che proprio il quartiere __________ si presti ad assicurare una consistente presenza abitativa."}