{"Signatur": "TI_TRPI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1995-07-18", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-155_1995-07-18.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=21192&nX40_KEY=4933423&nTrefferzeile=13&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "50f4d179c4ec6e032ba7ad1420ae9130"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["90.1994.155"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 18.07.1995 90.1994.155"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 18.07.1995 90.1994.155"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione 18.07.1995 90.1994.155"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:03:55", "Checksum": "eebeb938f207d2ee651bc4148293c899", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale della pianificazione 18.07.1995 90.1994.155\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nIl presente ricorso, inoltrato nel termine di legge, è tempestivo ed é dunque ricevibile in ordine.\n2. Il comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).\nL’autonomia non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo o sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento giuridico, questi invocherà invano la lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia 226 seg. consid. 2a; A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 segg., in part. 55).\nIl TPT non dispone, contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT).\n3. Giusta l'art. 22quater cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art. 2 LPT.\nSecondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto PR - viene adottato, secondo le indicazioni del PD (art. 6 segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv. 1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 segg. LPT): rende vincolante verso i privati detto ordinamento oltre che il contenuto del PD (art. 21 cpv. 1 LPT).\n4. Il ricorrente invoca preliminarmente una violazione del suo diritto di essere sentito e dei principi di informazione e partecipazione di cui all'art. 4 LPT, per il fatto che, a suo dire, i proprietari dei fondi interessati non sarebbero stati consultati a proposito del Piano particolareggiato.\nL'art. 4 LPT prescrive alle autorità incaricate della pianificazione di informare la popolazione sugli scopi e sullo sviluppo delle pianificazioni previste dalla legge e di provvedere ad una sua adeguata partecipazione al processo pianificatorio. Quasi identica la formulazione dell'art. 5 LALPT.\nLa norma parte dalla considerazione che i rimedi di diritto offrono una garanzia limitata all'amministrato per il fatto che in molte decisioni intervengono nozioni giuridiche indeterminate, dalla cui interpretazione le autorità di ricorso non si scostano di norma che in caso di insostenibilità, e inoltre per l'importanza che molto spesso assume il fattore apprezzamento, sindacabile di regola solo in caso di eccesso o di abuso. \"L'art. 4 propone una concezione della pianificazione il più possibile conforme alle aspirazioni democratiche dello Stato di diritto. Esso trae le conseguenze imposte dal riconoscimento della natura politica dell'emanazione dei piani: ciò che concerne tutti deve risultare da un'appropriata e quanto più lunga possibile partecipazione di tutti. Occorre quindi colmare, con l'aiuto di altri mezzi, il vuoto riscontrabile a livello di rimedi giuridici individuali. A tal fine è indispensabile che la partecipazione degli amministrati abbia possibilmente luogo sin dall'inizio del processo pianificatorio, in una fase quindi in cui esso non ha ancora assunto uno sviluppo irreversibile\" (Commento alla LPT, DFGP, p. 152 e seg.). Quanto alla partecipazione non si esaurisce nel semplice diritto di esprimersi, non vincolante e privo di effetto. L'accesso della popolazione al processo pianificatorio dev'essere di natura a poterne influenzare l'esito."}