{"Signatur": "TI_TRPI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1995-07-07", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-154_1995-07-07.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=21191&nX40_KEY=4933423&nTrefferzeile=50&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "3e9433b0729c12c026bf6a1dfd570c5e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["90.1994.154"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 07.07.1995 90.1994.154"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione 07.07.1995 90.1994.154"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione 07.07.1995 90.1994.154"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale della pianificazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale della pianificazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:03:22", "Checksum": "0f393ae176c3c1b00be1ec5e325c21f1", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale della pianificazione 07.07.1995 90.1994.154\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n6. L'interesse pubblico all'inclusione della zona \"__________\" in un piano particolareggiato non può essere negato; il ricorrente medesimo riconosceva, nel suo precedente ricorso al Consiglio di Stato, che la zona é di particolare pregio, e condivideva la necessità di assicurarne una certa protezione.\nSi tratta, invero, di una delle zona paesaggisticamente più rilevanti di tutto il comune, esposta com’é in direzione sud, aperta sulla bassa valle del __________ (vista su __________ e il __________), ed in posizione sopraelevata rispetto al nucleo di __________ e a quello della piccola frazione di __________. Per queste sue caratteristiche d’altronde, la zona “__________ ” era stata oggetto di protezione da parte del DFU.\nPurtuttavia il comprensorio si presta in modo ottimale anche all’edificazione; riconoscendo questa caratteristica, le autorità comunali hanno quindi elaborato un piano particolareggiato con il preciso intento di conciliare questi due contrastanti aspetti, vale a dire la protezione del paesaggio e la facoltà di edificare, almeno parzialmente.\nIl risultato resiste alle critiche ricorsuali: la necessità di conservare parte del digradante pendio allo stato naturale ha imposto la concentrazione della zona edificabile a monte, parallelamente alla strada cantonale, ad una distanza di “sicurezza” di 5,5 metri; per salvaguardare anche in futuro la visuale che si ha dalla strada, sono state adottate norme precise che limitano l’altezza massima degli edifici (cfr. pt. 3.5. e 5 dell’art. 31bis NAPR); al fine di garantire una certa uniformità degli interventi edilizi sono stati inseriti nelle NAPR tutta una serie di precisi vincoli, che regolano la pendenza delle falde, le distanze tra edifici, il colore delle tegole e dell’intonaco.\nPer prevenire un’eccessiva presenza di residenze secondarie nel comune e un’edificazione di tipo speculativo, si é inoltre introdotto il vincolo di destinazione ad abitazione primaria, conformemente a quanto previsto all’art. 28 cpv. 2 lett. a LALPT.\nNon vi sono infine motivi in concreto per ritenere che il provvedimento pianificatorio contestato violi il precetto della proporzionalità. La soluzione in esame opera in effetti una ragionevole commisurazione tra l’edificabilità concessa ai diversi fondi interessati e le esigenze di integrare armoniosamente gli insediamenti nel paesaggio (art. 3 cpv. 2 lett. b LPT).\nIl ricorrente contesta infine la localizzazione del comparto edificabile, che vorrebbe situato più a valle.\nOra, a questo proposito é utile ricordare che il Tribunale della pianificazione del Territorio, al contrario delle istanze inferiori, non é abilitato a procedere ad un controllo dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali.\nNella specie, sono senz’altro proponibili soluzioni alternative, come quella avanzata dall’insorgente di spostare più a valle l’area edificabile; la scelta operata dal comune non appare tuttavia irragionevole, insensata o priva di fondamento a tal punto da richiedere un intervento correttivo del Tribunale. La soluzione consacrata dal PP, benché non sia l’unica possibile, appare sufficientemente congrua e sostenibile da meritare conferma anche in questa sede.\n7. Più che censurare il concetto di piano particolareggiato vero e proprio, del quale condivide gli obbiettivi di protezione dell’area Robiano, il ricorrente solleva forti critiche a riguardo della prevista ricomposizione particellare, da cui l’autorità pianificatoria fa dipendere l’edificabilità della zona.\nA suo modo di vedere, una ricomposizione di questo genere non si giustifica per una semplice correzione di confini privati, ma avrebbe unicamente senso in caso di realizzazione di opere di interesse pubblico; egli ne critica inoltre la vaghezza, dal momento che agli atti esiste unicamente una descrizione indicativa del futuro assetto dei fondi (cfr. linee tratteggiate in rosso sulla planimetria).\nTali argomentazioni non possono essere condivise.\nL’art. 83 LALPT prevede espressamente la ricomposizione particellare come uno strumento pianificatorio avente lo scopo di migliorare e razionalizzare l’utilizzazione del suolo edificabile (cpv. 1); esso consiste in un riordinamento dei fondi , in modo da dar loro configurazione e superficie adatte o più idonee all’edificazione prevista dai piani e promuovere la realizzazione degli intenti pianificatori (cpv. 2).\nContrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la legge non limita il campo d’applicazione della ricomposizione particellare alle sole opere di interesse pubblico (es. strade, scuole,..); al contrario, essa può venir utilizzata ogniqualvolta si rende necessario promuovere la realizzazione di determinati intenti pianificatori, quali ad esempio, un piano particolareggiato.\nNel caso concreto, il riassetto fondiario previsto, lungi dall’essere un’inutile e vago artificio, persegue uno scopo ben preciso : permettere la realizzazione del piano particolareggiato assicurando al contempo a tutti proprietari interessati una congrua edificabilità.\nSi consideri che, tenuto conto della scelta operata dall’autorità comunale di confinare l’edificazione in una striscia situata a monte, il fondo mapp. n. __________sarebbe, in caso di mancata esecuzione della ricomposizione particellare, gravemente svantaggiato rispetto agli altri, risultando del tutto escluso dal comparto edificabile.\nAlla luce di queste considerazioni, la ricomposizione particellare si presenta come una premessa indispensabile per l’attuazione del piano particolareggiato. Il preponderante interesse pubblico alla sua esecuzione non può pertanto essere disconosciuto, se non si vuole svuotare il PP di gran parte dei suoi intenti.\nPer i motivi sovraesposti il gravame deve essere respinto anche su questo punto.\n8. Tassa di giudizio e spese seguono la soccombenza.\nPer questi motivi,\ndichiara e pronuncia\n1. Il ricorso é respinto.\n"}