Di conseguenza - e non ultimo perché l'onere per investimenti e di gestione correnti previsti da un PR non sono comprensivi della globalità delle necessità di un Comune - riteniamo che l'unico discorso serio e proponibile è quello in riferimento all'importo finanziario presumibilmente necessario all'acquisizione di sedimi. D'altra parte - e qui non concordiamo con l'obiettivo dichiarato dalla legislazione edilizia - ci sembra non praticabile l'equazione costi piano regolatore = potenzialità finanziaria del Comune, e ciò per diverse ragioni. Tra queste possiamo citare: la difficoltà di previsione riferite ad orizzonti temporali diversi (PR = 10 anni e PF = 4-5 anni);