vista l’importanza rappresentata da questa attività per l’economia locale e, d’altro canto, i contenuti naturalistici della zona, le autorità comunali hanno elaborato l’impugnata variante con il preciso intento di regolamentare una volta per tutte a livello pianificatorio questa attività economica e conciliarla nella misura del possibile con la protezione della natura e del paesaggio. La variante in oggetto si proporre di regolamentare, oltre che l’attività estrattiva in senso stretto, anche la lavorazione dei marmi, il deposito e la frantumazione di scarti e inerti, nonché il trasporto di questi materiali (art. 28bis NAPR).