Occorre tuttavia che la pianificazione sia oggettivamente difendibile, vale a dire che non appaia arbitraria. La massima costituzionale di uguaglianza coincide in proposito con il divieto dell'arbitrio: una misura pianificatoria è così insostenibile quando la disparità di trattamento fra mappali contraddice ogni ragionevole intento o allorché l'operato dell'autorità obbedisce a riflessioni inaccettabili, manifestamente estranee al problema (DTF 111 Ia 100 consid. 3, 107 Ib 339 consid. 4a, 103 Ia 257 consid. 4 e citazioni).