Il ricorrente riconosce l’utilità di uno studio d’impatto ambientale “che permetterà di giudicare gli interessi pubblici e privati a sostegno del mantenimento o meno di tutte o parte delle infrastrutture esistenti alla foce del Ticino sulla base di documenti scientifici seri e soppesati, in luogo delle solite polemiche e delle oramai conosciute isterie ecologiche.” Ritiene tuttavia che “per rispettare l’autonomia delle scelte comunali, per attenersi ad una situazione di fatto ormai consolidata e per evitare le conseguenze di un’espropriazione materiale del diritto di superficie di cui (egli) beneficia” si sarebbe dovuto sanzionare lo stato di fatto esistente (a suo avviso ammesso pure