Si tratta di reati, anche se non contro la vita e l’integrità della persona, senz’altro da reputare gravi, in considerazione, segnatamente, come evidenziato dalla Corte di merito, del considerevole numero di persone ingannate, delle ingenti somme oggetto di reato, della professionalità, alla stregua di un’organizzazione criminale, con cui ha agito (unitamente alla correa), del lungo periodo in cui sono avvenuti i reati, del fatto che – dopo essere stato posto in libertà provvisoria – ha nuovamente delinquito nello stesso modo, agendo con estremo egoismo per garantirsi un tenore di vita non accessibile (p. 154, decisione 22.12.2010).