Ora, il fatto che – in carcere – il reclamante avrebbe maggiore possibilità, rispetto al suo domicilio, di essere esposto ad avances esplicite, insistenti e pubbliche non è sufficiente per concludere che, quindi, sarebbe meglio una misura sostitutiva. Il carcere, infatti, è pur sempre un ambiente controllato, nel senso che – a differenza del proprio domicilio, dove uno si atteggia come crede – impone un certo comportamento. E’ dunque ragionevole ritenere che l’ambiente carcerario esorti ad un autocontrollo. La grave problematica psichiatrica di cui soffre RE 1 – così come accertata dal perito (considerando 5.2.3.3.