La misura sostitutiva dell’obbligo di residenza in un luogo determinato con o senza sorveglianza elettronica non sarebbe soltanto atta a raggiungere gli obiettivi della carcerazione preventiva, ma addirittura garantirebbe meglio la tutela dell’interesse pubblico rispetto a questa. Non sarebbe un pazzo psicotico che altro non aspetterebbe che aggirarsi per il cantone a picchiare omosessuali, come di fatto si tenterebbe di dipingerlo nelle decisioni prolate. Mai, durante la carcerazione, avrebbe dato adito a dubbi in merito al suo comportamento e al rispetto delle regole imposte dal carcere.