Egli evidenzia i preavvisi favorevoli formulati dall'Ufficio di assistenza riabilitativa e dalla Direzione del penitenziario per entrambe le sue richieste. Asserisce di aver preso coscienza dei propri errori grazie al periodo sin qui trascorso in carcere e rileva che l'essere costretto a "passare il mio ultimo tempo qui, senza alcuna possibilità di una valida risocializzazione e senza un'ultima possibilità di un riconciliamento con mia madre, rappresenta un'ulteriore punizione, oltre quella già impostami tramite la sentenza della corte penale" (reclamo 19/21.12.2011, p. 3).