{"Signatur": "TI_TRAP_002", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-03-07", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2011-382_2012-03-07.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110594&nX40_KEY=4921780&nTrefferzeile=57&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "f74a8331d7dc9c0e7eec0ff43f86fa17"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2011.382"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 07.03.2012 60.2011.382"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La Corte dei reclami penali"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La Corte dei reclami penali"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Reclamo contro il decreto di non luogo a procedere. appropriazione indebita. furto. truffa. danneggiamento. ricevibilità"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:05:10", "Checksum": "eb3b94a096e18a6127236335a59d79ac", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 07.03.2012 60.2011.382\nRegesto:\nReclamo contro il decreto di non luogo a procedere. appropriazione indebita. furto. truffa. danneggiamento. ricevibilità\n\n1.2.\nIl gravame, inoltrato il 24/29.11.2011 alla Corte dei reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro il decreto di non luogo a procedere 21.11.2011 (NLP __________), è tempestivo.\nRE 1, quale accusatrice privata, è pacificamente legittimata a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica del giudizio.\nLe esigenze di forma sono rispettate, mentre che quelle di motivazione no.\n2. Il reclamo contro il decreto di non luogo a procedere è accolto, segnatamente, in presenza di sufficienti indizi di reato (art. 309 cpv. 1 lit. a CPP), se (contrariamente al giudizio del procuratore pubblico) sono adempiuti gli elementi costitutivi di un reato o i presupposti processuali (art. 310 cpv. 1 lit. a CPP), qualora non sono intervenuti impedimenti a procedere (art. 310 cpv. 1 lit. b CPP) o quando non si giustifica di rinunciare all’azione penale per uno dei motivi di cui all’art. 8 CPP (art. 310 cpv. 1 lit. c CPP).\nSi ricorda che l’azione penale - per principio - è essenzialmente pubblica (art. 7 cpv. 1 CPP) e, come tale, esercitata dal procuratore pubblico, per cui non può essere lasciata all’arbitrio o al sentimento soggettivo delle parti, ma deve fondarsi su oggettivi, concreti e sufficienti elementi indizianti. In questo senso non basta una diversa interpretazione delle risultanze da parte del reclamante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto grado circa altra conclusione che merita approfondimento.\n3.Il gravame in discussione non rispetta i requisiti di cui al precedente considerando: RE 1 si limita infatti a contestare la decisione dell’allora magistrato inquirente, senza aggiungere nulla di rilevante per corroborare le sue accuse. In effetti, espone una sua parziale interpretazione dei fatti, circostanza che nondimeno non fonda sufficienti indizi di reato. La reclamante non solo non si confronta (compiutamente) con i presupposti oggettivi e soggettivi dei reati esaminati dal magistrato inquirente, ma neppure li indica nel suo gravame. RE 1 nemmeno specifica elementi indizianti oggettivi e concreti, tali da configurare sufficienti indizi di reato a carico del querelato/denunciato.\nLa circostanza che secondo l’art. 391 CPP questa Corte esamini liberamente il fatto e il diritto non dispensa la reclamante dal suo obbligo di precisamente indicare i fatti che ritiene di rilevanza penale e, cumulativamente, di procedere alla loro sussunzione ai presupposti dei reati ipotizzati. Questa Corte – in quanto autorità di reclamo giusta l’art. 393 CPP – deve limitarsi a verificare se la sussunzione dei fatti al diritto effettuata dalla reclamante è corretta; non può al contrario sostituirsi a quest’ultima in tale compito.\nIn queste circostanze, il reclamo è irricevibile.\n4. L’impugnativa, a prescindere dalla sua irricevibilità, è da respingere anche nel merito.\nLa reclamante ipotizza a carico di PI 1 i reati di appropriazione indebita giusta l’art. 138 cifra 1 cpv. 1 CP [secondo cui è punito chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria di una cosa mobile altrui che gli è stata affidata o indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli (BSK Strafrecht II – M. A. NIGGLI / C. RIEDO, 2a ed., art. 138 CP n. 7 ss.)], furto giusta l’art. 139 cifra 1 CP [secondo cui è punito chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, sottrae al fine di appropriarsene una cosa mobile altrui (BSK Strafrecht II – M. A. NIGGLI / C. RIEDO, op. cit., art. 139 CP n. 7 ss.)], truffa giusta l’art. 146 cpv. 1 CP [secondo cui è punito chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere oppure ne conferma subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui (BSK Strafrecht II – G. ARZT, op. cit., art. 146 CP n. 10 ss.)] e danneggiamento giusta l’art. 144 cpv. 1 CP [secondo cui è punito chiunque deteriora, distrugge o rende inservibile una cosa altrui o su cui grava un diritto d’uso o d’usufrutto a favore di altri (BSK Strafrecht II – P. WEISSENBERGER, op. cit., art. 144 CP n. 3 ss.)].\n5. 5.1.\nPer quanto attiene gli asseriti danni economici subìti dalla reclamante in relazione alle disdette date al contratto di affitto ed al contratto di lavoro, nonché all’eliminazione del proprio mobilio e di apparecchiature di vario genere, questa Corte ritiene che dagli atti nulla emerge che possa realizzare gli elementi costitutivi di uno dei reati surriferiti.\n5.2.\nA medesima conclusione si deve giungere per quanto attiene al reato di danneggiamento. La reclamante non sostanzia in alcun modo quali sarebbero gli asseriti danni provocati al suo appartamento e neppure sostiene che detti danni sarebbero stati provocati proprio da PI 1.\nAnche a voler seguire la tesi di RE 1, non ci sono elementi per sostenere che il querelato/denunciato avrebbe causato gli asseriti danni in modo volontario, ritenuto che lo stesso ha contribuito ad aiutare la reclamante nel trasloco/sgombero del suo mobilio e quindi, semmai, i danni sarebbero stati causati congiuntamente in maniera del tutto involontaria, ciò che non adempie l’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 144 CPS (B. CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Volume I, 2. ed., art. 144 CP n. 23).\n"}