Essi sarebbero stati prosciolti da qualsiasi imputazione e la loro condotta sarebbe stata considerata in buona fede. La loro posizione di terzi sequestratari in buona fede non avrebbe più potuto essere ragionevolmente messa in discussione. Il principio di proporzionalità avrebbe richiesto che venisse sempre fatto il possibile per ridurre al massimo il danno derivante dalla confisca, in particolare nel caso di un terzo sequestratario in buona fede. La loro richiesta avrebbe permesso di limitare il più possibile il danno sofferto, nel rispetto delle esigenze confiscatorie.