La decisione DTF 101 IV 36, sulla quale si sarebbe fondato il magistrato inquirente, non sarebbe stata applicabile al caso. L’Alta Corte avrebbe ritenuto un orologio un’unità inscindibile soltanto nell’ottica di verificare l’adempimento degli elementi oggettivi del reato di messa in commercio di merce contraffatta. Questo ragionamento non sarebbe stato pertinente nel contesto di una decisione di confisca. Nel caso giudicato dal Tribunale federale l’oggetto della confisca sarebbe stato di proprietà dell’autore condannato. Essi sarebbero stati prosciolti da qualsiasi imputazione e la loro condotta sarebbe stata considerata in buona fede.