La perizia redatta nell’ambito dei procedimenti penali avrebbe permesso di appurare in modo dettagliato ed esaustivo quali pezzi dei cinque orologi erano autentici e quali erano contraffatti. Hanno sostenuto di opporsi alla confisca sia degli elementi autentici sia dell’oro presente negli elementi contraffatti, da restituire – l’oro – previa fusione o pressatura degli elementi contraffatti. Hanno contestato che l’insieme delle componenti presenti negli orologi costituisse un’unità inscindibile, come ritenuto nel decreto. La decisione DTF 101 IV 36, sulla quale si sarebbe fondato il magistrato inquirente, non sarebbe stata applicabile al caso.