Egli d'altronde nel nostro paese, giuntovi ad un'età matura e dopo lunghi periodi di carcerazione, non ha saputo o voluto integrarsi in un tessuto sociale e professionale onesto, bensì pur lontano dagli ambienti criminogeni dove fino ad allora aveva vissuto, ha preferito "una vita fatta di espedienti, non lontana da compagnie malavitose come il mondo della droga" (sentenza 20.07.2011 della Corte delle assise criminali, p. 36). In tale situazione, allo stato attuale, non solo il pericolo di fuga è altamente probabile - che già da solo giustifica il collocamento in sezione chiusa a tenore dell'art. 76 cpv.