Con riferimento al caso di un altro detenuto, il reclamante ritiene di essere trattato in modo diverso. Il reclamante sostiene di esser vittima di “centinaia” di provocazioni da parte della Direzione delle strutture carcerarie e da parte dell’assistenza sociale: questo spiegherebbe i loro preavvisi negativi. Il reclamante ribadisce che il congedo gli serve per passare del tempo con la sua famiglia, con suo fratello. Contesta gli argomenti dedotti dal magistrato dal suo scritto ad un membro del governo federale; sottolinea di non voler rinunciare allo statuto di rifugiato, così come non vuole lasciare la Svizzera: