Tutti questi elementi concorrono ad indicare una volontà importante del reclamante di volersi sottrarre alla condanna. Se il reclamante ha certamente diritto di proclamarsi innocente, non di meno le autorità di esecuzione pena possono valutare il suo comportamento tra gli accertamenti di loro competenza, onde valutare il pericolo di fuga e pianificare l’eventuale reinserimento sociale. A quest’ultimo proposito, il magistrato ha poi constatato che dagli atti non risulta che il reclamante (arrivato in Svizzera nel 2001) abbia allacciato rapporti personali significativi, se non con parenti e connazionali, e neppure abbia avuto rapporti di lavoro.