La seconda sentenza l’ha presa la Camera dei ricorsi penali in data 29 marzo 2010, analizzando il nuovo atto d’accusa e forzando il PP a tener conto dei casi ormai prescritti. A questo punto la Procuratrice, su mia insistenza, si è detta disponibile a non fare un ulteriore atto d’accusa ma ad emettere un decreto d’abbandono basato sulla violazione del principio di celerità, chiudendo quindi ad integrale soddisfazione del signor RE 1 un caso che inizialmente sembrava dover portare ad una condanna particolarmente grave. Il signor RE 1, presumo su insistenza della sua socia, signora __________, insisteva particolarmente affinché gli fossero risarciti i costi di patrocinio.