La medesima si limita però a riferire di come siano stati sequestrati due PC di proprietà di due detenuti i quali avevano acceduto ad internet. (…). Due semplici casi isolati non sono infatti assolutamente atti a giustificare una così importante limitazione della libertà personale dei detenuti (…)” (reclamo 11/12.7.2011, p. 4)] ed il provvedimento violerebbe il principio di proporzionalità [“(…) vi sono altre misure ugualmente efficaci e al contempo molto più rispettose della libertà personale dei detenuti e di conseguenza dunque maggiormente proporzionate, quali ad esempio l’incentivazione dei controlli effettuati sui PC portatili personali.