Egli afferma, in particolare (oltre a giustificare ogni prestazione da lui effettuata e dedotta, a suo dire, a torto dalla Corte delle assise criminali), che “(…) per una diligente preparazione al processo il difensore si è dovuto leggere tutti i numerosi verbali e perlomeno gli atti istruttori e la documentazione rilevante, parzialmente anche in lingua inglese, la cui conoscenza e analisi e il cui approfondimento è stato necessario per la difesa (…)” contestando, di conseguenza, la decurtazione “generica e forfettaria” delle ore da lui svolte per la preparazione del processo (reclamo 29.4./2.5.2011, p. 4).