4 CPP sembra ostare tuttavia a una tale sanatoria, giacché in simili ipotesi sanziona esplicitamente il decreto d'accusa di “nullità”. La ricorrente avendo omesso di sollevare, in concreto, il vizio di forma “non appena possibile” (cioè davanti al Pretore), la Corte di cassazione e di revisione penale non è abilitata a intervenire d'ufficio e la riflessione non può, a questo punto, essere portata oltre. 2. Nel merito l'interessata rimprovera al Pretore di averla condannata per soggiorno illegale a norma dell'art. 23 cpv. 1 LDDS violando il diritto.