Se l'intenzione di fare della maldicenza può essere presunta qualora si divulghino circostanze lesive dell'onore riguardanti la vita privata di singoli cittadini (come informazioni riguardanti antecedenti penali), non altrettanto si può dire nel caso in cui i fatti riguardino personaggi pubblici, come avvocati, comandanti di polizia e uomini politici. In tale ipotesi sarebbe dato – secondo il ricorrente – un interesse pubblico alla divulgazione, tanto più nella presente fattispecie, ove lo stesso querelante ha reso sospetto il querelato di condotta disonorevole.