3, n. 69 e 70 ad art. 173 CP). L'autore va perciò ammesso alla prova della verità nel caso in cui ha agito per motivi sufficienti quand’anche si sia prefisso anzitutto di fare maldicenza (DTF 116 IV 38, 89 IV 191 consid. 1), come pure nel caso in cui, pur non avendo un valido motivo per proferire l'affermazione lesiva, non abbia avuto l'intenzione di fare prevalentemente della maldicenza (DTF 116 IV 38; Corboz, Les principales infractions, Berna 1997, n. 56 ad art. 173 CP). Sapere per quale motivo l'autore ha agito è una questione di fatto (Corboz, op, cit.