{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-08-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2001-20_2001-08-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=58561&nX40_KEY=4711178&nTrefferzeile=98&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "a8163c6fa5ae84936116c05adba9db17"}, "Scrapedate": "2026-02-09", "Num": ["17.2001.20"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 29.08.2001 17.2001.20"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 29.08.2001 17.2001.20"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 29.08.2001 17.2001.20"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2193", "Zeit UTC": "09.02.2026 20:55:53", "Checksum": "39d4f7271a6f0e4745ce78116dc6372a", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 29.08.2001 17.2001.20\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n3. Il ricorrente invoca l'errore di diritto, asserendo che sapeva di agire illegalmente, ma solo per quanto riguarda la legge federale sulla dimora e sul domicilio degli stranieri, mai avendo egli immaginato di compiere un atto di favoreggiamento. Soggiunge che le autorità sapevano già al momento della prima violazione del bando da parte di __________ che questi lavorava presso di lui, ma che non lo hanno perseguito né lo hanno informato del carattere illecito del proprio agire. Con ciò – a suo dire – gli avevano fatto credere di essere nel giusto. Tutt'al più, egli conclude, si potrebbe prospettare un caso di negligenza, ma non di dolo. Ora, l'errore di diritto (art. 20 CP) non significa che possa essere pronunciata una condanna unicamente per il reato che l'autore ritiene di perfezionare (errore di sussunzione: DTF 112 IV 137 seg. consid. 4b, 105 IV 182 consid. 4c). La norma può essere invocata solo da chi si ritiene in diritto di agire perché ignora che l'atto compiuto è punibile (DTF 118 IV 174 consid. 4), rispettivamente perché ritiene di non compiere alcun illecito (Trechsel, op. cit., n. 4 ad art. 20 CP). La sensazione o l'impressione che il comportamento che si intende assumere è contrario alla legge o in contrasto con la concezione del diritto esclude l'errore di diritto (Trechsel, op. cit., loc. cit). In concreto risulta dalla sentenza impugnata – e dagli atti istruttori – che il ricorrente ha ammesso di avere agito nell'illegalità quando ha deciso di dare lavoro e ospitalità a __________, essendogli nota quanto meno la condanna all'espulsione. Che egli sia caduto in un errore di valutazione giuridica non basta per integrare gli estremi dell'art. 20 CP. Al riguardo la sentenza del Pretore è corretta.\n4. In subordine il ricorrente postula una riduzione della pena inflittagli sostenendo che il dispositivo di condanna, nella misura in cui gli imputa di essere stato a conoscenza delle (due) espulsioni pronunciate a carico di __________, si fonda su un accertamento arbitrario, essendo a lui nota solo la seconda espulsione, del 17 dicembre 1998. Quand'anche ciò fosse, tuttavia, per incorrere nella cassazione una sentenza deve rivelarsi arbitraria nel risultato, non solo nei motivi (DTF 123 I 5 consid. 4a, 122 II 130 consid. 2a, 122 I 253 consid. 6c, 61 consid. 3a, 120 Ia 369 consid. 3a). Nella fattispecie la pena di 15 giorni di detenzione (sospesi condizionalmente per 2 anni) e della multa di fr. 3'000.– si riferisce al favoreggiamento per l'alloggio e l'impiego concessi __________ sull'arco di circa tre mesi e alla concomitante violazione dell'art. 23 cpv. 4 LDDS (art. 68 CP). Nel suo esito tale condanna non denota eccesso né abuso del potere di apprezzamento seppure ci si dipartisse dalla circostanza che il ricorrente ignorasse la prima espulsione a carico del cittadino turco. Tanto meno la commisurazione della pena appare insostenibile se si considera che essa si situa nella fascia bassa della sanzione edittale. Anche al proposito il ricorso è destinato pertanto all'insuccesso.\n5. Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 15 cpv. 1 CPP).\nPer questi motivi,\nvisto sulle spese anche l'art. 39 lett. d LTG,\npronuncia: 1. Il ricorso è respinto.\n2. Gli oneri processuali, consistenti in:\na) tassa di giustizia fr. 600.–\nb) spese fr. 100.–\nfr. 700.–\nsono posti a carico del ricorrente.\n3. Intimazione a:\n– __________;\n– avv. __________;\n– Ministero pubblico, Lugano;\n– Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord;\n– Dipartimento delle istituzioni, Casellario, Bellinzona;\n– Comando della polizia cantonale, Bellinzona;\n– Sezione cantonale degli stranieri, Ufficio giuridico, Bellinzona;\n– Ufficio giuridico della circolazione, Camorino.\nPer la Corte di cassazione e di revisione penale\nIl presidente Il segretario\nN.B.: L’indicazione dei rimedi di diritto è avvenuta con la comunicazione del dispositivo."}