Ora, contrariamente a quanto asserisce l'interessato, la presidente della Corte ha accennato al “comportamento della vittima”. Essa ha ritenuto che gli accusati, “simulando il tamponamento ed il conseguente incendio, hanno messo in atto un inganno senz'altro astuto, giacché la verifica della simulazione non era facile e richiedeva conoscenze specialistiche. Gli stessi inquirenti, intervenuti la sera del sinistro, hanno creduto alla versione fornita dagli accusati.