Valutati nel loro complesso, gli indizi predetti non lasciano dubbi rilevanti sulla colpevolezza dell'imputato. Nelle circostanze appena riassunte l'eventualità che l'incendio sia dovuto all'urto fra le due automobili risulta di gran lunga meno verosimile – per non dire di nessuna verosimiglianza – rispetto alla conclusione tratta dalla presidente della Corte, secondo cui i due imputati hanno inscenato il tamponamento e l'incendio per ottenere il controvalore dei veicoli dalle assicurazioni (sbloccare i capitali “immobilizzati” nei mezzi, soprattutto nella Datsun replica Ferrari, invendibile a quel prezzo) e, nel caso del ricorrente, conseguire finanche un indebito arricchimento (merce