Entrato seminudo nella camera, egli si è seduto sul bordo del letto e le ha infilato una mano sotto il pigiama, palpeggiandole le natiche e le parti intime. Percepita l'estranea presenza e i toccamenti, svegliatasi definitivamente e superato l'iniziale sbigottimento, la vittima si è difesa rannicchiandosi in fondo al letto e opponendo resistenza. Ma prima di riuscire nell'intento – ha continuato la prima giudice – essa ha subìto atti sessuali senza essere in grado di reagire (sentenza, pag. 17).