Se non che, stando alla sentenza impugnata, la maggior parte dei palpeggiamenti sono stati commessi dal ricorrente mentre la vittima dormiva o era in stato di dormiveglia, a pancia in giù, col volto rivolto verso la parete, sicché percepiva i rumori e i movimenti esterni come in un sogno, in stato di torpore. In condizioni del genere la vittima è totalmente priva di difesa e inetta a resistere. Pur avvertendo un'eventuale azione esterna – ha spiegato la prima Corte – occorre qualche momento per rendersene conto, per svegliarsi e quindi passare a una posizione (non solo mentale, ma anche fisica e materiale) di difesa o quanto meno a un abbozzo di difesa.