La presidente della Corte di assise ha poi evocato la circostanza che, posto di fronte all'eventualità di essere sentito in contraddittorio con la denunciante, dopo essersi consultato con il suo patrocinatore il ricorrente ha per finire confessato i fatti addebitatigli, ammettendo di avere palpeggiato la donna nelle parti intime mentre questa stava dormendo, di averla successivamente importunata in due occasioni al telefono con sospiri, dopo averle proposto qualche giorno prima la visione di una cassetta pornografica. Per questo motivo il Procuratore pubblico non soltanto ha rinunciato al confronto, ma ha anche scarcerato il prevenuto (sentenza, pag. 10 e 11).