Nonostante quest'ultima sia stata ritenuta colpevole di traffici ben più importanti, di complessivi 2.4 kg di cocaina – continua il ricorrente – essa è stata condannata alla sua stessa pena di 3 anni e 9 mesi di reclusione. Il ricorrente non tiene conto del fatto, però, che il principio della parità di trattamento nella commisurazione della pena può essere invocato solo nelle rare ipotesi in cui pene, determinate in modo di per sé conforme all'art. 63 CP, diano luogo a un'obiettiva disuguaglianza.