Essa ha tenuto conto del fatto che costui non era “il capo” dell'organizzazione, nel senso che non ha gestito in proprio i due traffici e che nel primo caso egli ha agito anche su pressioni di terzi, ma ha soggiunto che il ruolo da egli svolto in entrambe le operazioni era importante: prima egli aveva trovato il fornitore della cocaina per il tramite dell'amica colombiana, poi aveva gestito il trasporto dello stupefacente dalla Svizzera all'Italia e infine lo aveva consegnato all'acquirente.