Contesta però di avere proferito minacce intenzionali. Egli sostiene che le sue rimostranze non hanno incusso timore al querelante, poiché l'unica persona ad averle udite era il teste __________ ed egli non poteva immaginare che questi le avrebbe riferite a __________. Ora, giova ricordare che quel che l'autore di un reato sa o non sa, quello che vuole o l'eventualità cui egli consente è una questione di fatto (DTF 121 IV 92 consid. 2 b con rinvii), censurabile perciò solo sotto il ristretto profilo dell'arbitrio (art. 288 cpv. 1 lett. c e 295 CPP).