che difatti, in una lettera dell'11 novembre 2000 inviata al proprio patrocinatore, il ricorrente ammetteva di essersi domandato se la condanna irrogatagli dal Procuratore pubblico fosse da espiare, ma di avere poi sciolto il dubbio egli stesso dopo avere “visto che era una pena aggiuntiva alla condanna del Pretore di Leventina” (doc. C);